Arte contemporanea Massa lancia la sfida a Pietrasanta

La mostra a Palazzo Ducale tra sacro e profano
Il sindaco Volpi: Vogliamo diventare un polo culturale
di Libero Red Dolce

 

MASSA. Verticale, a coprire tre quarti dell’inquadratura c’è una bandiera italiana: verde in alto, bianco e rosso. Sotto, leggermente sfocata, il volto di una suora. È perplessa. Nel margine in alto, dietro al vessillo italiano, fa capolino la bandiera rossa con falce e martello del Pci. Tre piani e una sintesi fulminea, da manuale di storia. 1976, Bologna: a fermare col dito l’immagine sul pulsante di scatto c’era Romano Cagnoni. S’intitola “Compromesso storico” ed è una delle opere, la più immediatamente popolare, tra quelle esposte alla mostra “L’arte e la Croce”, ultima del ciclo “Oltre l’immagine” inaugurata ieri al Palazzo Ducale.

Compare la Croce nel titolo, esigenze di sintesi da titolo. Ma è riduttivo pensare che si tratti di un percorso di arte sacra rivisitata e riletta da artisti contemporanei. In molte delle opere esposte nel percorso che si snoda tra la Sala degli Specchi e il Salone degli Svizzeri la croce è elemento del tutto assente, o talmente astratto nella ricerca del linguaggio delle forme e dei colori, da essere tranquillamente riconducibile nella più vasta espressione di “spiritualità”.

La mostra in meno di mezz’ora si è riempita di visitatori. Una signora inglese, capitata a Massa e alla mostra quasi per caso, ci tiene a sottolineare in un buon italiano che trova «meraviglioso il connubio tra le sale antiche del palazzo e la mostra». «Incredibile», scandisce sillabando.
La scelta di mischiare i linguaggi e gli artisti non restituisce un’idea caotica del percorso quanto piuttosto una soddisfacente armonia nel declinare il rapporto tra materia e trascendenza.
«Abbiamo scelto una tematica attuale come il rapporto tra uomo e spiritualità – dice il sindaco Alessandro Volpi – e lo abbiamo fatto decidendo di puntare su un linguaggio che non fosse scontato e che potesse attrarre un pubblico vasto. Un progetto nel quale l’amministrazione ha creduto e crede molto, lavorando sulla continuità e su un’idea ben precisa di quello che ci interessa del contemporaneo. Cerchiamo di proporre forme di arte che abbiano linguaggi e contenuti innovativi che nelle scelte rappresentative. Siamo fieri del percorso fatto iniziato con la mostra di Dany Vescovi, proseguita con Bertozzi & Casoni e con la penultima di Marco Corni e le sue terracotte».

D’altronde come polo artistico c’è da battere la concorrenza della più strutturata e conosciuta Pietrasanta. «Io penso che possiamo portare avanti un percorso diverso e alternativo – sostiene Volpi – costituendoci come un polo alternativo per l’arte contemporanea. Potevamo puntare sul’arte antica o sull’ottocento, o magari sui nomi più “mainstream”, ma servono risorse e si va a giocare su un campo dove altri hanno una storia più lunga. Io credo che iniziative di questo tipo attraggano un pubblico vario e curioso».

«Massa è una città che conosco poco – dice Cagnoni, fotografo tra pittori e scultori – ma resto sempre colpito da una cosa, banale per quanto sia: gli aranci. Chi li ha messi, seguendo quale idea? Mi piacerebbe fare un progetto su questa cosa, forse se ne avrò le energie in futuro…». Ma della città apuana ricorda soprattutto l’amico Gigi Guadagnucci: «Ci legò un affetto vero, mi ospitava nel suo appartamento parigino che sembrava un film di Renoir. Il museo permanente a lui dedicato è una cosa ottima in questa città, era un gigante». Soddisfatto anche l’organizzatore Daniele Lucchesi: «Molte presenze e in crescita, il percorso sta funzionando».

http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/01/15/news/arte-contemporanea-massa-lancia-la-sfida-a-pietrasanta-1.14717956

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